Women | Matter
Barbara Pelizzon, Naomi Eller, Renata Adela & Wendy Krochmal

Una mostra con quattro voci femminili. Non aspettatevi però siano soavi e melodiche. Assomigliano di più agli ululati selvatici di una lupa. Lea Vergine, critica d’arte degli anni Settanta, scrisse: “È inutile che lo spettatore cerchi nella visione di un’opera d’arte qualcosa che lo consoli. Troverà solo qualcosa che lo dilanierà. Starà a lui decidere come adoperarlo”. Certo direte voi, ma quelli erano anni di lotte sociali, politiche e ideali! Forse che questi di oggi non lo sono altrettanto?

La voce di queste quattro artiste si erge all’unisono per farci sussultare. Frammenti aguzzi di porcellana sono lì per ferirci, ammassi informi di ceramica e budelli di lana si contorcono, striscianti sul pavimento. L’opera, anche quando si presenta in forma di piccoli idoli votivi, non è un balsamo lenitivo, ma un amplificatore di ombre. “L’arte”, spiegava Lea Vergine, “non è faccenda di persone perbene”

Naomi Eller è un’artista di Melbourne, le sue opere in esposizione richiamano forme in apparenza primordiali, che portano i residui della memoria e il peso del passare del tempo, ma anche un carisma quasi sciamanico. Piccoli talismani in due dimensioni, forse tre per quanto è facile perdersi nelle trame della pittura, essi abitano lo spazio del foglio in modi alternativi. Sagome naturali e astratte, ma anche codici quasi pittografici, riescono a catturare gli itinerari dei pensieri nella mente.

Il lavoro di Adela, invece, rivela tracce di Goya, uno degli artisti più radicali e controversi del suo tempo, e Louise Bourgeois, Maestra contemporanea e icona femminista. Queste, insieme ad altre influenze tra arte concettuale e surrealista, informano una visione originale della femminilità presentata dall’artista. La femmina è a tratti sogno (non inteso come desiderio maschile), che per sfizio può presto mutare in incubo, e a tratti madre soprannaturale di fantasie e stranezze. La scelta originale e onesta di rappresentare la complessità femminile partendo dai punti d’ombra dimostra quindi un’attenzione alla profondità che nella nostra cultura così come nei rapporti umani alla prospettiva maschilesovente sfugge. 

Barbara Pelizzon


Wendy Krochma


Mostra visitabile presso Sparc*-Spazio Arte Contemporanea
Campo Santo Stefano, San Marco 2828a
3 settembre > 30 ottobre 2021
info@contemporis.org
Contemporis ETS
Venice
P.I. 94100230278