Memoriae

Da Venerdì 17 Settembre 2021, apre a Spinea la rassegna di arte contemporanea MEMORIAE, promossa dal Comune di Spinea e curata da Santina Ricupero, in collaborazione con l’Associazione Contemporis ETS. Il progetto si compone di sette mostre a tema, nell’ordine: i rapporti della memoria con l’identità, la natura, l’oblio, lo sradicamento, il tempo, il silenzio.

Il percorso di MEMORIAE prosegue nel corso del 2021, con le seguenti esibizioni:

 silentium memoria, con gli artisti Ignacio Llamas Barbara Pelizzon (17 settembre – 10 ottobre); testi critici di Maria Angela Tiozzi.
• oblivio memoria, con gli artisti Angelino Cortesia e Paolo Zamengo (22 ottobre – 14 novembre 2021) ; testi critici Francesca Giubilei e Luca Berta.
• Pier Paolo Fassetta – omaggio a Pier Paolo Fassetta (26 novembre – 19 dicembre) a cura di Santina Ricupero e Monica Mazzolini ; testi critici di Monica Mazzolini e Maria Angela Tiozzi.

Silentium Memoria

Silentium memoria è la prima esposizione e mette a confronto opere selezionate dell’artista miranese Barbara Pelizzon con l’installazione “Habitarse”, dello spagnolo Ignacio Llamas. Il dialogo tra i due artisti si sviluppa tra le due sedi di Villa Simion e Santa Maria Assunta, che ospitano separatamente le rispettive opere.

Barbara esplora la necessità di conservare la memoria, anche se dolorosa. Le opere in esposizione sono composizioni di oggetti cari all’artista, materiali di scarto, contesti, e gesti. Peripezie esistenziali e sogni perduti tracciano un percorso narrativo frastagliato e affollato.

Pelizzon scava negli oggetti, per estrarre quella passione vitale e drammatica di cui sono intrisi, in un chirurgico sforzo di paleontologia poetica. “Manca sempre qualcosa”, dichiara l’artista. Forse per questo i suoi Codici sono carichi di mistero e magia e compongono un linguaggio tanto coinvolgente. “Ricordare” in latino è richiamare al cuore. Richiamare al cuore le nostre emozioni è ciò di cui tutti abbiamo bisogno per vivere e dare senso agli accadimenti quotidiani: per interpretarli e avere più consapevolezza dei nostri processi e percorsi. È questa l’operazione che Pelizzon compie quando taglia, cuce, fascia i suoi cimeli, come a richiamare per al contempo fasciare le sue ferite.

Ai neri profondi dei codici di Pelizzon si oppone, nella chiesetta Santa Maria Assunta, il bianco delicato e abbagliante delle foto scattate da Ignacio in occasione della eccezionale nevicata a Toledo in aprile del 2021.

L’installazione fotografica Habitarse è il risultato di una intensa esperienza spirituale di vuoto, isolamento, desolazione e incanto. La modulazione tra luce e ombra, tra materia e proiezione, tra presenza e assenza, riprende il tema di Pelizzon ma ne esaspera i contrasti, radicalizzandoli. La potenza distruttrice della natura convive con la sua capacità rigeneratrice e di purificazione. Le fotografie esposte all’oratorio di Santa Maria Assuntache conducono all’altare, quasi a infondere l’opera di una spiritualità nichilista e meditativa. Lì dove Pelizzon lavora per accumulo, Llamas invece procede per sottrazione: sottrazione di colore ma anche della materia. Bianco e nero, luce e ombra, silenzio e suono, sono gli opposti che sempre convivono in unità.

Le due mostre, contemporaneamente poste in opposizione e dialogo, richiedono allo spettatore un atteggiamento di azzeramento delle attese per l’approdo in una dimensione sospesa, ma totalmente coinvolgente e ricca di emozioni.

Oblivio Memoria

Il 22 ottobre è stata inaugurata Oblivio memoria, seconda mostra della rassegna, che mette a confronto le opere dell’artista Angelino Cortesia, di Salzano, con quelle del miranese Paolo Zamengo, collocate in due differenti sedi, rispettivamente Villa Simion e Santa Maria Assunta. Due mostre virtualmente congiunte dalla tematica proposta, affrontata con il proprio personale linguaggio. “Le opere di Paolo Zamengo e Angelino Cortesia sembrano il campo di battaglia di due spinte antitetiche: la volontà di preservare e tener traccia, di se stessi in primo luogo, come risposta alla pulsione di autoconservazione dell’essere umano e dell’artista innanzitutto; e il tentativo di astrarre, generalizzare e quindi dimenticare, confondendo il dettaglio con lo sfondo, l’io con l’universale” ( dal testo critico di Francesca Giubilei e Luca Berta).
Angelino Cortesia conserva la memoria dei suoi pensieri, o di < quelli di altri che lo hanno ispirato, scrivendoli sulla tela. Poi però li  rende quasi illeggibili dipingendoci sopra o cancellandoli con un segno grafico molto caotico. Per la densità del colore e il segno  profondo della scrittura, la serie Sepolcri 2020 sembra quasi  raccogliere dei graffiti su frammenti di intonaco, poi incorniciati. dal testo di Francesca Giubilei e Luca Berta)  I testi, scelti come punto di partenza, sono pensieri, citazioni,  riflessioni che vengono poi utilizzati come sottotitoli delle sue  pitture, tutte eseguite a tecnica mista su supporti cartacei. Un po’ di  leggerezza per il mio cuore (aggiungo l’azzurro oltremare e il blu di  cobalto per l’infinito) è un esempio di titoli che descrivono il metodo  di procedere nel suo fare pittura, elegantissime monocromie dai  colori forti e decisi o severe riduzioni della gamma cromatica che  esaltano la forza del messaggio.

Paolo Zamengo dell’oblio ha fatto il perno del suo lavoro, bruciando, cancellando, strappando. La continua rivisitazione delle opere, anche a distanza di anni, è diventata una prassi: sovrappone, taglia e riassembla i suoi lavori su carta, componendo dei libri, veri archivi di memorie, dai titoli forti come per esempio “Entropie”, il libro posto sull’altare; oppure “Uomo che legge”, “Niente”..etc. Cultura filosofica, denuncia del sistema dell’arte, interiorità profonda sono componenti di un lavoro, a tratti solo apparentemente dissacratorio, con forte valenza spirituale, sempre allusive di una dimensione Altra. Ne sono un esempio, nella Chiesa Santa Maria Assunta, il trittico il “Sole Quadrato” e ancora la installazione centrale “Vomitare l’arte” che vede a terra, simbolicamte in progressione verso l’altare, una serie di opere materiche monocromatiche bianche, culminanti con il Libro Entropie ( rilegatura a mano di tecniche miste su carta assemblati anche a feltro e vetro).
Una mostra che fa riflettere sulla contrapposizione apparente o reale della memoria con l’oblio, comunemente considerato, a torto o ragione, il suo esatto opposto.

Oblivio Memoria è aperta dal 22 ottobre al 14 novembre, 2021


• Orari: da giovedì a domenica 16-18,30; sabato e domenica: 10 – 12 / 16 – 18,30
• Sedi espositive: Oratorio Santa Maria Assunta via Rossignago Spinea; Oratorio Villa Simion Via Roma 265 Spinea

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Contemporis ETS
Venice
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